Centro visitatori Fortezze degli Altipiani


        Gli Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna hanno svolto durante la Grande Guerra un ruolo rilevante soprattutto nelle prime delicate fasi del conflitto. Le vicende belliche ne hanno profondamente modificato l’aspetto, lasciando segni ancora oggi ben visibili nel paesaggio.
        Tra le testimonianze più significative presenti sul territorio spiccano le imponenti fortezze costruite a difesa del tratto di confine che allora separava l’Impero Austro-Ungarico e il Regno d’Italia e che oggi divide il basso Trentino dall’area veneto-vicentina.
Con la definitiva annessione del Veneto all’Italia dopo la Terza guerra d’indipendenza (1866) e la firma della Triplice Alleanza (1882), le due potenze vissero un periodo di sostanziale tranquillità, durante il quale entrambe continuavano però a considerare inevitabile, prima o dopo, il riaccendersi delle ostilità.

        In quegli anni infatti l’Austria ripensò tutto il sistema difensivo del Tirolo meridionale in base al nuovo assetto politico che vedeva il Trentino incuneato nel territorio nemico; l’Italia invece, che faceva i conti con la difficoltà di proteggere l’ampia pianura veneta, si trovò costretta ad integrare le sue difese, minacciata dagli austriaci attestati sui rilievi prealpini. L’Impero asburgico durante l’ultima guerra con l’Italia si era scontrato con l’inadeguatezza delle sue opere, costituite perlopiù da tagliate stradali, ormai insufficienti a sbarrare una nuova avanzata del nemico. La necessità di fortificazioni più moderne, resistenti e capaci di autonomia divenne perciò imperativa nei primi anni del XX secolo, anche sotto l’impulso del nuovo Capo di Stato Maggiore austriaco, il generale Franz Conrad von Hötzendorf , acceso sostenitore di una politica offensiva nei confronti dell’Italia.
      
  Allo stesso tempo, il Regno governato dai Savoia era consapevole dell’importanza strategica dell’altopiano di Asiago, dal quale il nuovo alleato ma antico nemico austriaco avrebbe potuto facilmente dilagare in pianura. Per questa ragione avviò una serie di ispezioni che rivelarono l’intensa attività di riorganizzazione in corso sugli Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna da parte dell’esercito asburgico. Con ritardo dovette quindi intraprendere un rafforzamento del sistema difensivo lungo il confine con l’Austria.

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