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Mattino3 - Centolire |
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De Tzimbar - I Cimbri |
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... lingua e cultura Cimbra ... |
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Mattino3 - Centolire
De Tzimbar - I Cimbri
Stefano Zorzanello
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Due Leggi Regionali della Regione Veneto, la n°73 del 23.12.1994 "Promozione delle minoranze etniche e linguistiche del Veneto" e la n°482 del 15.12.1999 "Norme in materia di tutela di minoranze linguistiche storiche", e l'elenco stilato nel 2000 dall'Unesco sulle "Endangered Languages", includono la lingua e cultura Cimbra come realtà rilevanti sotto il profilo sociale, storico e culturale, considerandole meritorie per la realizzazione di azioni specifiche finalizzate alla loro stessa preservazione e salvaguardia. Le zone in cui si parla ancora, con varie differenze e idiomi locali, questa lingua di stretta parentela germanica, sono principalmente tre: due in territorio veneto, i Tredici Comuni dell'Alto Veronese (Altopiano di Giazza), i Sette Comuni dell'Altipiano di Asiago (provincia di Vicenza), e uno in Trentino-AltoAdige, Comune di Luserna (provincia di Trento). Questi territori sono noti per lo più in ambito storico e letterario per le vicende che li vede protagonisti della Grande Guerra, descritti ora realisticamente ora con più onirica nostalgia nei i testi più conosciuti di Emilio Lussu e Mario Rigoni Stern in cui peraltro la problematica socio-culturale e linguistica che qui ci riguarda non è mai assente ed è spesso citata. L'importanza che questa antica lingua riveste sotto profilo linguistico è il suo legame con i documenti scritti del tedesco medievale, somiglianze che, per fare un paragone, permetterebbero ad uno studioso di storia della lingua e letteratura italiana di trovarsi oggi di fronte qualcuno che parla la lingua dell'epoca di Dante. Non a caso molti studiosi della lingua Cimbra sono di nazionalità tedesca e su questa realtà varie università tedesche hanno svolto nel passato (ma l'interesse continua tutt'oggi) grandi opere di ricerca linguistica e glottologica. Oltre alla lingua, che, se escludiamo il comune di Luserna dove è ancora parlata dalla maggior parte della popolazione, nella dimensione quotidiana oggi è quasi del tutto caduta in disuso soprattutto tra i giovani, come è naturale gli aspetti della cultura Cimbra mostrano caratteristiche proprie per quanto riguarda le tradizioni popolari, sia per quelle profane che religiose, dalla toponomastica alla favolistica. Alcune tra queste sono già note per gli aspetti folklorici come la Grande Rogazione (vigilia della festa dell'Ascensione) che si svolge ancor oggi ad Asiago coinvolgendo tutto il paese (e non solo) in una processione che prende il nome di "giro intorno al mondo" la quale percorre un tracciato circolare di vari kilometri intorno alle terre di Asiago, altre sono meno conosciute quali la tradizione del "Dar Martzo" enorme falò come rito di purificazione propiziatorio della comunità di Luserna, o la mitologia orale legata al sito dell'Altar Knotto, masso roccioso, pietra druidica strapiombante sulla Val di Posina, narrato in alcune leggende locali come luogo di sacrifici umani celebrati per imbonirsi le divinità della montagna. L'interesse etnografico della maggior parte di queste manifestazioni di religiosità o folklore popolare proviene dal loro legame con un tipo di religiosità pre-cristiana, connessa ai culti di divinità nordiche e romano-pagane quali Odino e Marte, Cerere e Saturno; un altro interesse sul versante giuridico-legislativo riguardante la gestione della proprietà collettiva dei terreni, la cosiddetta "Regola" figlia dell' "antiquissimo uso et consuetudine inveterata", pone l'accento sull'attualità del recupero delle forme spontanee di autogoverno storicamente date e sedimentate.
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30/01/2010 |
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