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Folgaria | Un gioiello della memoria abbandonato |
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Cueli, è crollata l’antica casetta idrica austro-ungarica |
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FOLGARIA - L’ultima stagione invernale ha inflitto pesantissimi
danni ai manti di copertura. Le abbondanti nevicate
hanno messo alla prova travature e muri portanti e spesso
si sono verificati dei piegamenti o addirittura dei crolli. È il
caso della vecchia centrale austro-ungarica di pompaggio
idrico dei Cueli, ai bordi del torrente Astico. Edificio dimenticato
che giace a poca distanza dall’acquedotto comunale.
Dal punto di vista della lavorazione della pietra la casa
mostra ancora con orgoglio la sua bellezza esteriore, sassi
faccia a vista perfettamente squadrati a mano tanto da renderla
suggestiva e bella. Purtroppo le nevicate hanno distrutto
e fatto cadere il tetto ed ora l’intero edifico è in balia
delle intemperie atmosferiche. Costruita dagli austroungarici
(gli operai erano del posto) serviva quale stazione
di pompaggio per le fortificazioni S. Sebastiano, Cherle
e Sommo Alto.
«Era un capolavoro dell’arte muraria, le pietre sembravano
scolpite. Era una specie di villino, che da quando è passato
come bene del demanio al Comune è stato completamente
abbandonato», ci racconta Giulio Zobele, classe 1922. Ora
sarebbe utile poterla recuperare inserire in un percorso della
memoria delle frazioni degli Altipiani.
«Sarebbe importante che il Comune la recuperasse», suggerisce
Roberto Marzari Paesan dei Cueli. Auguriamoci che
il messaggio vada a buon fine. T. D. |
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L'Adige pag.29 |
20/03/2010 |
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