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Don Daniele va via, Arco si ribella |
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Gianluca Marcolini
ARCO. Un fulmine a ciel sereno. La notizia, annunciata dallo stesso prete durante la messa officiata ai ragazzi del campeggio, ha gettato nello sconforto l’intera città e non solo la comunità parrocchiale. In questi cinque anni trascorsi ad Arco don Daniele Laghi ha rivoluzionato, di fatto, il concetto del sacerdozio portando una ventata di nuovo nel rapporto fra la Chiesa e la gente. Ecco perché il suo trasferimento è stato accolto da tutti con grande tristezza. Per rendersi conto dell’impatto che ha avuto questa notizia è sufficiente affacciarsi sulla piazza virtuale di Facebook di cui don Daniele (3.270 amici) è assiduo frequentatore avendo capito, prima di altri, la necessità di modernizzare anche nella religione il linguaggio e le forme di comunicazione. La bacheca del parroco è stata inondata di messaggi d’affetto, di auguri e anche di proteste per una decisione che crea non poco dispiacere. Qualcuno ha persino realizzato un gruppo dal titolo «salviamo il nostro don Daniele e teniamolo ad Arco» che ieri sera contava già 209 membri ed un’ottantina di commenti. Il giovane vicario parrocchiale arcense, nonché incaricato di seguire il mondo pastorale giovanile in tutto il C9, ha ricevuto dalle mani dell’arcivescovo Bressan una missione diversa da quella portata avanti negli ultimi anni. Infatti, andrà in Val dei Mocheni a ricoprire il ruolo di guida spirituale dell’intera vallata. Una promozione sul campo per il sacerdote lagarino e anche una tappa obbligata di quella che si preannuncia una carriera sfolgorante. «Non posso nascondere che quando ho appreso la notizia ho pianto - ammette don Daniele mentre si concede una pausa fra le attività del campeggio estivo a S.Giovanni - perché lasciare questa comunità mi peserà molto. Sapevo che prima o poi sarebbe successo anche se speravo più dopo che prima. Comunque affronto questo nuovo cammino fiducioso di poter instaurare anche lì lo stesso bellissimo rapporto con la gente che sono riuscito a creare qui ad Arco. In questi cinque anni ho incontrato persone stupende, dentro e fuori la chiesa, che mi hanno subito voluto bene. A loro va il mio grazie più grande, li porterò nel mio cuore per sempre». Colmare il vuoto che lascerà don Daniele - nella città prima ancora che in parrocchia - sarà impresa assai ardua. L’addio dovrebbe avvenire a fine estate e già si pensa ad una grande festa. |
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Trentino pag.27 |
23/06/2010 |
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