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LEVICO Cabine di nove posti, 20 milioni di euro il costo: una porta sulla «terra dei Cimbri» grazie alla ferrovia e al collegamento a piste e sentieri senza le auto |
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A Vezzena in funivia: l’Altopiano dice di sì |
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Operatori e amministratori plaudono all’idea |
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TIZIANO DALPRÀ
LEVICO / LAVARONE - «È un progetto
di assoluto valore aggiunto, bandire
le auto, niente inquinamento e collegamento
con la ferrovia in breve tempo.
Vezzena potrebbe essere la porta
principale dell’altopiano Cimbro di
Luserna e Lavarone».
È quanto sostengono molti operatori
ed amministratori dell’altopiano
sull’idea di una mobilità alternativa.
La quasi totalità dell’altopiano delle
Vezzene appartiene al Comune di Levico
e dal centro di Levico, città servita
dalla ferrovia, dovrebbe partire
la nuova funivia che in un battibaleno
porterebbe nel cuore della Zimbar
Earde. Un progetto semplice, senza
fronzoli, con cabine di nove posti, dal
costo paventato circa 20 milioni di euro.
«Negli anni - sostengono molti operatori
- ci siamo convinti che per sopravvivere
si dovrà necessariamente
potenziare l’offerta turistica, cosa che
stiamo facendo con determinazione,
potendo registrare segnali incoraggianti
(per l’inverno) in termini di presenze,
oltre che di passaggi sugli impianti
di risalita. In ogni caso stiamo
lavorando per un inverno diverso e
oltre l’inverno. Il nostro vantaggio, oltre
che nella varietà e dolcezza del
paesaggio, sta nella vicinanza a un vasto
bacino urbano, la pianura padana,
tra i più sensibili all’appeal della
montagna. Poter essere meta ancor
più vicina grazie a comunicazioni più
rapide - viene sottolineato - è motivo
delle nostre richieste di ammodernamento
della viabilità di accesso all’Altipiano,
ma forse possiamo ambire a
divenire meta per sciatori ed escursionisti,
non solo invernali dunque,
che si muovono senza auto. Esiste la
concreta possibilità di vedere saldato
il carosello di Lavarone con quello
di Folgaria, e l’annunciata disponibilità
della Provincia a sostenere modalità
di trasporto di persone tra centri
abitati diverse dalla strada, ci ha convinti
a sottoporre ad una valutazione
di fattibilità-sostenibilità l’arroccamento
via fune tra la ferrovia della Valsugana
la sella di Monte Rovere o del
Verle».
Una tale mobilità alternativa rappresenterebbe
una rapida soluzione per
raggiungere le piste da sci, i sentieri
e i percorsi per la mountain bike e il
trekking anche a cavallo, le foreste, i
pascoli, le alture degli Altipiani in ogni
stagione per chi abita in Valsugana.
«Un investimento a doppio senso per
gli altipiani e per la Valsugana, con le
terme, i centri commerciali, la sua gradevolezza
climatica. Inoltre proprio
nel cuore delle Vezzene passerà la
nuova ciclabile “cimbra” che grazie
alla funivia potrebbe collegarsi con
quella di Levico e Caldonazzo. Ne scaturirebbe
una straordinaria integrazione
nell’offerta turistica che sugli
Altipiani, oltre l’ambiente naturale,
propone la linea fortificata più imponente
del primo conflitto mondiale, i
musei e i ritrovamenti della preistoria,
nel mentre il fondovalle della Valsugana
offre i laghi e le terme. Si potrebbero
sviluppare importanti sinergie,
offrire un turismo molto articolato
ed integrare le economie del fondovalle
con quello della montagna,
con beneficio delle popolazioni residenti
», sostengono gli operatori e molti
amministratori. |
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L'Adige pag.35 |
06/07/2010 |
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